Infinite volte in tanti anni di allevamento mi sono sentita rivolgere questa domanda.
Che cane è il border collie? E poi… E’ gestibile in appartamento? E’ buono con i bambini? Fa la guardia? Può stare in un recinto in campagna? Posso avere un border collie se lavoro tutto il giorno? E ancora…Può vivere senza fare agility? E senza pecore? E potrei continuare…
Me lo chiedevo del resto io stessa molti anni fa mentre volavo verso Londra nel febbraio 1990.
Ma questa è un’altra storia e per ora la rimandiamo. Oggi parliamo di questo blog. Sarò felice di condividere qui alcune delle mie tante esperienze in cinofilia ma anche e soprattutto di cercare risposte alle domande dei neofiti e forse anche di qualche appassionato.
Che cane è il border collie è un interrogativo legittimo e responsabile che bisogna porsi prima di pensare di adottare un cucciolo. Le razze sono tante, ciascuna con le sue caratteristiche fissate, e la scelta di un cane va ponderata molto bene, tenendo conto del proprio stile di vita. Né vanno dimenticati i meravigliosi meticci che affollano i rifugi.
Qui ad Allymoon non ci siamo fatti mai mancare neppure quelli e nel corso degli anni molti adorabili randagi hanno trovato posto accanto ai border nella mia casa e nel mio cuore.
Dunque il primo passo è valutare bene se sia il caso di prendere un cane cui dovremo dedicare molti anni di tempo, spese e attenzioni. Se la risposta è sì allora quale è il cane più adatto per noi? Immaginiamo che la scelta cada sul border collie.
Vi confiderò un segreto. Nonostante sia buona norma dire che i cani non vanno scelti guardando la televisione ma sia necessario un esame attento delle caratteristiche delle razze e di tutto quello che abbiamo detto finora, confesso di essermi innamorata del border collie prima ancora di averlo, prima di conoscerlo. Semplicemente vedendo uno spot televisivo made in USA. Solo che non avevo la più pallida idea che quel cane dei miei sogni che sul finire degli anni 80 portava in bocca una lattina di coca cola, sfoggiando un bellissimo muso metà bianco e metà nero, fosse un cane di razza.
Quanto avrei voluto un cane così, con quegli occhi dolcissimi. L’espressione furba e intelligente e quella splendida faccia bicolore mi avevano stregato. Era il cane dei miei sogni soltanto per averlo visto un attimo in una pubblicità che era stata trasmessa pochissime volte. Ma temevo che non ne avrei mai trovato uno simile. A quei tempi non c’era internet e non sapevo che cane fosse. Per giunta avevo visto in uno studio veterinario un manifesto con tante razze e sopra la scritta border collie c’era disegnato un bel bearded
superpeloso.
Immaginate la mia gioia quando, in quel famoso freddo marzo ‘90 a Burton on Trent ne vidi una decina, bellissimi, e adorabili. E uno era per noi. Il sogno si era avverato.
Ma torniamo al punto di partenza. Il border collie non è per tutti. Questa frase è stata detta e ripetuta per anni, l’ho letta molte volte nei libri inglesi scritti nell’altro secolo ma oggi molte cose sono cambiate e anche il border collie è stato sdoganato. Chiunque pensa che sia semplice averne uno e per fortuna, dopo un precedente boom, al momento la razza non va troppo di moda. Ce ne sono altre decisamente più “trendy”.
Eppure io continuo a credere che quello che si diceva nell’altro secolo non vada del tutto dimenticato e personalmente prima di consigliare uno dei miei cuccioli valuto bene l’aspirante proprietario.
Ci vuole tempo libero, ci vuole voglia di dedicare attenzioni al nuovo arrivato che potrebbe essere relativamente tranquillo ma anche e più probabilmente un uragano che sta per abbattersi sul vostro appartamento. Perché i border collie non sono tutti uguali. Alcuni sono timidi e schivi. Totalmente dediti al proprio padrone, si curano poco degli altri, cani o persone che siano. Molti invece sono estroversi e saltano con affetto su chiunque incontrano. Non hanno mezze misure e sta a noi educarli per essere i nostri piacevoli compagni di vita. Sta a noi contenere i più espansivi o tirar fuori quello che c’è dentro i più riservati. Tutti prediligono la compagnia dell’uomo perché nel loro DNA c’è un legame indissolubile con il pastore. C’è una storia antica di lavoro sui pascoli, di fratellanza e di condivisione con uomini che per intere giornate avevano nel cane il loro unico e fedele amico e strumento per guidare il gregge.
Un cucciolo di border collie non va lasciato troppo solo, va seguito con coerenza e costanza e i risultati saranno brillanti. Non va relegato in un giardino ma deve diventare un membro della famiglia. Grazie alla sua proverbiale intelligenza imparerà subito tutto quello che vogliamo da lui, se solo saremo in grado di comunicarglielo con chiarezza. In altre parole se è vero, e lo è certamente, che il border collie è il più intelligente dei cani, a lui si addice un proprietario che lo sia altrettanto.
Ci vogliono persone sensibili e dai modi gentili perché i nostri border sono così. Il primo libro inglese che lessi sulla razza, uno dei pochissimi allora disponibili, cominciava dicendo “Il border collie è nel mondo canino quello che il cavallo arabo è in quello equino”. Se i nostri border collie hanno quella cosiddetta marcia in più rispetto alla media dei cani chi sceglie questa razza non deve essere da meno. Dovrà saper rispondere a tanta velocità di apprendimento, e a quei modi repentini e rigorosamente logici e coerenti,
con uguale prontezza e capacità di leggere e anticipare i messaggi che provengono dal nostro spiritato amico.
Non so se sono riuscita a raccontare che cane è il border collie ma so che continuerò a farlo.
Viva i border!
